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CONVEGNO REGIONALE - “35 anni di Riserve Naturali in Sicilia”

 

A 35 anni dall’istituzione delle prime riserve naturali in Sicilia, associazioni ambientaliste e culturali hanno proposto una riflessione sugli obiettivi di valorizzazione, gestione, conservazione e difesa del paesaggio e dell’ambiente naturale delle stesse.

 

L’obiettivo del convegno è stato di tracciare un bilancio rigoroso sulla base dell’esperienze maturate nelle diverse aree della Sicilia e discutere delle prospettive future, a partire dall’auspicabile, ma ancora lontana dal realizzarsi, riforma della legge regionale in materia di parchi e riserve e avanzare proposte concrete per migliorare da subito la tutela e la gestione delle aree protette.

 

Nel corso degli anni la Regione Siciliana, anche sotto la spinta della crescente sensibilità ambientale dei cittadini, ha istituito un gran numero di aree protette, sottoponendo a tutela vaste aree del territorio particolarmente ricche di biodiversità. Al momento il sistema delle aree naturali protette in Sicilia consta di: 5 Parchi Regionali (Etnia, Madonie, Nebrodi, Alcantera e Sicani); 1 Parco Nazionale (Pantelleria); 70 riserve naturali istituite e affidate in gestione; 10 riserve da istituire secondo il Piano Regionale (tra le quali quella della Penisola Maddalena e Capo Murro di Porco); 6 Aree Marine Protette; 23/ Siti Natura 2000 (SIC/ZPS).

 

A queste vanno aggiunte una serie di riserve non più riproposte per l’inserimento nel Piano Regionale, altre per le quali è scaduto il vincolo biennale (tra cui Pantani Gelsari e Lentini) e alcuni parchi nazionali di cui è stata soltanto prevista anni fa l’istituzione (Iblei, Eolie e Egadi).

 

Il Piano Regionale delle Riserve è uno dei pochi strumenti di pianificazione a cui è stata data quasi compiutamente attuazione in Sicilia. L’istituzione delle riserve in esso previste ha certamente garantito un’estesa tutela ambientale in conseguenza dei vincoli imposti e ha consentito di avviare in molte aree interventi di recupero e riqualificazione ambientale nonché progetti di conservazione di specie minacciate. Ha contribuito inoltre a creare una cultura dei cittadini finalizzata alla fruizione sostenibile delle aree protette. Con l’istituzione dei parchi si è registrata una crescente attenzione ai temi della conservazione della natura in altre politiche di settore quali l’agricoltura, la gestione delle risorse idriche, le attività estrattive e sono stati avviati processi identitari in territori spesso marginali.

 

Tuttavia accanto a queste luci, va registrata:

 

  • L’assenza di una strategia regionale di riferimento  e la progressiva riduzione delle risorse finanziarie che hanno fatto sì che l’intero sistema delle aree protette viva in Sicilia, in questi  ultimi anni, una fase di arretramento e precarizzazione.

  • L’ assenza di pianificazione delle aree protette che causa all’intero territorio siciliano perdita della biodiversità,  consumo del suolo e aggressione del patrimonio naturale da attività illegali (agromafie, incendi dolosi, abusivismo edilizio, bracconaggio). 

  • Alcuni enti individuati dalla legge come affidatari della gestione, come le provincie regionali  (e non solo), si sono dimostrate totalmente incapaci e inadeguate (valga per tutte il caso di Ciane- Saline, a Siracusa).

  • In molte aree sottoposte a tutela la vigilanza è assente e sono frequenti le violazioni ai regolamenti o anche solo alle più elementari norme di protezione del territorio, anche a causa dell’insufficiente dotazione di servizi e strutture per una fruizione sostenibile dei luoghi.

  • Proliferano forme d’uso del territorio incompatibili con le finalità di tutela delle aree protette che rischiano di essere banalizzate nel loro significato (escursioni in quad e fuoristrada, insediamenti turistici pseudo sostenibili, parchi avventura) o che rasentano vere e proprie forme di privatizzazione  delle aree demaniali.

 

 

 

Tenuto conto inoltre che in questi anni sono venuti fuori una serie di nodi non facili da risolvere relativamente alla sicurezza in ambienti naturali coniugata con l’aspetto della protezione dei visitatori, soprattutto in base alle norme legislativi attuali, vogliamo sottolineare:

 

 

 

  • La gestione e la fruizione di un ambiente naturale non può avere gli stessi standard di sicurezza che si applicano alle strutture civili senza modificare i valori identitari del sito  naturale che si vuole tutelare. Non è possibile raggiungere una condizione di totale sicurezza in un ambito naturale con un dinamismo evolutivo in cui entrano in gioco moltissimi fattori ambientali.

  • Tutti gli interventi di messa in sicurezza che meglio si prestano alla mitigazione del rischio devono essere valutati in funzione della sostenibilità ambientale e naturalistica.

  • L’informazione sui luoghi deve comprendere sia la conoscenza della bellezza dei siti sia i rischi connessi all’accessibilità di essi. Non dimenticando che la sostenibilità di un luogo è legata anche ad una mitigazione della presenza antropica, concausa di degrado degli ambienti naturali.

 

Tenendo conto che le pre riserve possono diventare  un luogo dove  sperimentare e realizzare uno sviluppo ecosostenibile, con progetti che coniugano le attività umane tradizionali con le esigenze dei servizi legati alla fruizione delle aree protette, le associazioni presenti al convegno regionale auspicano:

 

  • una pianificazione unica dell’utilizzo delle riserve con le aree di preriserva: ambedue legati indissolubilmente, poiché non è immaginabile che una pressione antropica  a ridosso delle aree protette non abbia effetti negativi in queste;

  • la necessità che il commissariamento debba essere preso in reale considerazione per tutte quelle situazioni in cui non è stato fatto niente come pianificazione territoriale.

  • la presenza di servizi,  quali centro visite e parcheggi,  importanti per la fruizione di una riserva. 

 

 

 

Vogliamo sottolineare infine l’importanza del ruolo delle associazioni, che deve essere riconosciuto quale forma di partecipazione democratica, tenendo conto che spesso sono l’unico presidio di legalità.

 

Siamo fiduciosi che un altro modo di “vivere le riserve” esiste e in alcune realtà sono state realizzate delle buone pratiche di educazione ambientale e di interventi che sono serviti sia alla fruizione come anche alla protezione e valorizzazione degli aspetti naturalistici dei siti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ass. Acquanuvena   Onlus – Avola

 

Archeoclub – Noto

 

CAI – Siracusa

 

Ente Fauna Siciliana

 

Legambiente

 

Lipu

 

Notoambiente

 

Sciami – Noto

 

 

 

 

 

8 aprile 2017, “Istituto Superiore Majorana”, Avola

 

 

 

 

 

 

 




La Storia

L’Associazione Acquanuvena (“arcobaleno” nel dialetto locale) è stata costituita ad Avola nel 1989, dopo un decennio di impegno come gruppo locale del movimento per la pace, con lo scopo di svolgere attività di : educazione ambientale, impegno per la pace, rispetto dei diritti civili ed umani.

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Presidente: Corrado Gisarella
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