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PERCHE' L'ASSOCIAZIONISMO FA BENE ALLA SALUTE

Immaginiamo di eliminare improvvisamente dalla nostra città quel reticolo di associazioni, ambientaliste- ecologiste, per la protezione degli animali, artistiche, letterarie, scientifiche, culturali, musicali, teatrali, sportive, storiche, di mutuo soccorso, religiose, di assistenza e gruppi di volontariato, in pratica la parte più viva e più attiva della società: sarebbe improvvisamente una città più triste, più difficle da vivere, più complessa da governare.

Probabilmente sarebbe impossibile viverci!

All'associazionismo appartengono realtà diverse per storia, per progetti, per costituzione, per obiettivi, ma tutte caratterizzate da alcuni importanti punti in comune: l'assenza di scopo di lucro, l'essere strumenti attivi di partecipazione dei cittadini alla vita economica e sociale delle nostre comunità.

Così concepito l'associazionismo diviene democrazia partecipativa, quindi una risorsa importante per lo sviluppo locale e per la coesione sociale, una risorsa per la vita e l'identità delle comunità, costituendo punti di riferimento,d'opinione, di aggregazione , di sostegno e di stimolo per i cittadini e per la pubblica amministrazione.

PARLIAMO DI ECOLOGIA PER UNA MIGLIORE VIVIBILITA'

 

   -Rifiuti
Raccolta differenziata dei materiali riciclabili in relazione ai servizi offerti dalle aziende di raccolta; riduzione dei volumi prodotti con vuoti a rendere ed altre forniture a basso contenuto di imballo.


  -Acqua
E’ uno dei beni più preziosi, non sprechiamola. Riduzione dei consumi pro capite con l'applicazione di riduttori di flusso e altre tecnologie per il risparmio idrico; ove possibile, raccolta e riutilizzo delle acque piovane/grigie. 

  -Energia
Riduzione dei consumi con l'applicazione diffusa di lampadine a basso consumo, possibilmente a led; ove possibile, razionalizzazione dell'illuminazione esterna e delle parti comuni; scelta di elettrodomestici e caldaie a basso consumo; produzione e utilizzo di fonti rinnovabili.

  -Alimentazione
Utilizzo di frutta e verdura fresche, da agricoltura biologica o a lotta integrata, in base alla disponibilità dei mercati locali; non uso di OGM. Promozione della cucina e delle ricette realizzate con prodotti tipici locali.

  -Trasporto
Promozione del trasporto collettivo, e non singolo, sia pubblico che privato. Promozione delle aree pedonali e delle piste ciclabili; predisposizione di aree di servizio per bici.

  -Rumore
Contenimento dei rumori, soprattutto nelle ore notturne.

  -Beni naturali e culturali
Diffusione di informazioni e comportamenti attivi di tutela del territorio promuovendo la realizzazione di aree verdi preferibilmente con piante autoctone.

Si pretende di gestire la Cava Grande quando non si è capaci di  realizzare il piano di fruizione della zona B della Riserva!

L’Associazione Acquanuvena, da anni impegnata nella conoscenza e valorizzazione della Riserva Naturale Orientata della Cava Grande, non condivide l’atteggiamento del Sindaco di Avola nella vicenda della chiusura di alcuni sentieri della riserva.

Non si può chiedere la gestione della riserva, peraltro non contemplata da nessuna legge vigente, quando non si riesce a realizzare ancora quello di cui è competenza delle Amministrazioni locali, tra cui Noto, Siracusa e per l’appunto Avola.

Chiediamo pertanto in specifico all’amministrazione comunale di non fare demagogia e, dato che è in corso la revisione degli strumenti urbanistici, di realizzare il piano di fruizione della zona B della riserva, su cui la legge istitutiva del 1984 da competenza agli Enti locali.

La pianificazione della zona B del  territorio della Riserva significherebbe  un maggiore controllo contro i delittuosi incendi che annualmente si ripresentano, il pascolo abusivo ed eventuali iniziative illecite di privati.  Permetterebbe invece  la realizzazione di infrastrutture per l’accoglienza dei turisti, di cui ci preoccupiamo tanto che non possono fare il tuffo nei laghetti.

Comprendiamo la gravità della situazione nella quale versa la riserva e proprio per questo auspichiamo una più proficua collaborazione tra i vari enti e che la messa in sicurezza dei sentieri centrali della riserva non debba essere oggetto di polemiche ma motivo di un maggior impegno per il bene comune.

Chiediamo quindi che ognuno si attivi per non prolungare ulteriormente l’enorme danno creatosi e si possa uscire da questa situazione di stallo.

Risolviamo i problemi dell’oggi, ma lavoriamo per evitare che ce ne siano altri in un futuro.

Una foto del tuo Cammino ...

Vogliamo realizzare una mostra fotografica, da utilizzare durante le iniziative che faremo prossimamente, avente come oggetto:

“IL PARCO DEGLI IBLEI,  IN CAMMINO…”

Invia una foto delle escursione fatte durante il “Cammino Ibleo” sia del 2012 che del 2014.

Non stampigliare il tuo nome sulla foto, ma mettilo nella didascalia, con il luogo dove è stata fatta o con un titolo.

Inviala al referente di una delle Associazioni organizzatrici del Cammino Ibleo:

U pedi in camminu, CAI Ragusa e Siracusa,  Natura Sicula, Calura, Ramarro Sicilia, Acquanuvena.

Tra tutte le foto inviate saranno selezionate le più belle, più interessanti, più strane, più … più … che potranno servire per dare un’idea di cosa intendiamo per  PARCO DEGLI IBLEI.

Non ci saranno premi, ma un attestato ed il piacere di aver partecipato sia alcammino ibleo, come anche a questo grande progetto del Parco degli Iblei.

 Info tecniche: il formato del file deve essere  della grandezza tale da poter essere stampato, senza sgranature.

Assessore Regionale Territorio e Ambiente


Assessorato regionale Agricoltura,
Sviluppo rurale e Pesca mediterranea

 

Azienda Foreste Demaniali,
Ufficio Provinciale di Siracusa

 

Soprintendenza BB CC AA di Siracusa

 

Sindaco di Avola

 

Sindaco di Noto

 

Sindaco di Siracusa

 

Avola/Noto/Siracusa 11/05/2015

Le sottoscritte Associazioni ambientaliste e culturali dei comuni di Avola, Noto e Siracusa, organizzatrici del convegno “Cavagrande del Cassibile: un futuro tutto da programmare”  (Avola 11 aprile 2015), convegno che ha visto la presenza delle tre amministrazioni comunali, dei responsabili dell’Azienda Foreste Demaniali e della Sovrintendenza di Siracusa, oltre a una grande  partecipazione di pubblico, desiderano sottolineare alcuni punti emersi dal dibattito e fare altresì delle proposte.

PREMESSO CHE

-      la situazione geomorfologica della riserva di Cavagrande  è di estrema fragilità, per cui necessita di un costante impegno e attenzione non solo nella continua manutenzione ma anche nel prevenire situazioni di emergenza;

-         la Riserva necessita di  un vero e proprio piano di gestione da parte dell’ente gestore, che comprenda anche l’aspetto progettuale;

-         gli incendi continuano a distruggere ampie porzioni della Riserva, compromettendone gravemente il patrimonio di biodiversità che essa custodisce e intaccando anche la base su cui poggia la ricca fauna di Cavagrande;

-         gli incendi si ripetono con una ciclicità regolare sempre negli stessi periodi dell’anno, tanto da determinare il rischio che si creino le condizioni per la desertificazione di ampie porzioni dell’area;

-         da quanto ci risulta, non sono stati individuati i responsabili degli incendi: nessuno è mai stato condannato né sottoposto a indagini;

-         oltre agli incendi, in questi anni si sono concretizzati dei veri e propri attacchi alla integrità della Riserva con il continuo pascolo abusivo all’interno di diverse zone dell’area protetta, il campeggio e il bivacco in aree di grande pregio, la             realizzazione di un’area attrezzata in contrada Manghisi in palese violazione del regolamento della Riserva;

-         finora le tre amministrazioni comunali in cui ricade il territorio della riserva (Avola, Noto e Siracusa) non hanno approvato i piani di utilizzo delle aree di pre-riserva, come prevede l’art. 4 dell’allegato al Decreto Assessoriale del 13 /06/1990,     istitutivo della Riserva Naturale Orientata di Cavagrande del Cassibile;

-         tali piani sono fondamentali per integrare la Riserva con il territorio circostanze e soprattutto per consentire la nascita di attività economiche sostenibili (ricreative, agricole, turistiche), nel rispetto dei valori naturalistici della            riserva;

-         in tutti e tre i comuni è in corso la revisione degli strumenti urbanistici e la pianificazione dei territori ricadenti all’interno delle aree di Riserva deve costituire una priorità assoluta;

-         diverse attività imprenditoriali sono state rallentate o addirittura bloccate per la mancanza dei piani di pre-riserva, impedendo l’avvio di un nuovo modello di sviluppo basato sulla tutela delle biocenosi e del paesaggio;

-         nuovi utenti e fruitori di questo territorio richiedono un’attenzione specifica perché la fruizione degli ambienti della valle si mantenga sostenibile e non banalizzi la ricchezza del sito riducendolo a un parco acquatico estivo;

-         la nuova legge regionale relativa all’accesso alle Riserve Naturali, prevede il pagamento di un ticket.

CHIEDONO

-       che al più presto venga resa fruibile nella sua interezza la R.N.O. Cavagrande del Cassibile, rimuovendone le cause che lo impediscono;

-         che si elabori da parte dell’Ente gestore, in concerto con gli Enti locali e le associazioni ambientaliste, un piano di gestione della Riserva, che individui gli obiettivi e modalità di fruizione di essa;

-         che vengano realizzati una serie di servizi (centro visite, musei naturalistici, parcheggi, ecc.) per una migliore fruizione della Riserva, che giustifichino il pagamento del tichet;

-         che si lanci un bando di idee per la realizzazione del simbolo-logo della Riserva, ancora mancante, coinvolgendo le scuole, i professionisti e le agenzie;

-         che l’ente gestore e le amministrazioni intervengano come persone offese e parti civili nei procedimenti penali contro i responsabili degli incendi o dei danneggiamenti a danno della Riserva;

-         che si trovi un sistema di collaborazione tra operatori dell’Azienda Forestale, le associazioni o singoli volontari per realizzare un sistema di controllo del territorio attorno alla Riserva.

Alle tre amministrazioni di Avola, Noto e Siracusa chiedono inoltre che provvedano entro 180 giorni, coordinandosi tra loro, alla redazione dei piani di fruizione e utilizzo della zona B, pena la richiesta di un commissario regionale ad acta;

Alla Soprintendenza chiedono infine che la Necropoli del Cassibile sia sottoposta a vincolo archeologico, come  la necropoli di Castelluccio e di Pantalica, al fine di tutelarla da eventuali rischi di passaggi di proprietà o di utilizzo improprio dei terreni ad essa adiacenti, considerando che il Piano Paesaggistico che prevede per la Necropoli un livello di tutela 3 non è stato ancora decretato dall'Assessorato dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana.


Le Associazioni:

Acquanuvena

Archeoclub Noto

CAI Siracusa

Ente Fauna Siciliana

Legambiente Siracusa

Natura Sicula onlus

Notoambiente 

Sciami

Lettera aperta al Sindaco.

Abbiamo notato con piacere dell’interesse e della preoccupazione diffusa in larga parte degli avolesi della situazione della Cava Grande, interesse che forse alcuni anni fa non avremmo immaginato.

Crediamo quindi giusto che persone come il sindaco o il presidente della Pro-Loco facciano propria la preoccupazione dei cittadini.

Chiaramente l’estate è alle porte ed i vari eventi/vetrine del turismo internazionale spingono perché tutto quello che abbiamo di bello venga pubblicizzato: andare all’Expo di Milano per far vedere una bellezza “inaccessibile” …a che serve!

Quindi apriamo Cava Grande a tutti i costi e subito!

Noi dell’Associazione Acquanuvena sappiamo cosa significa non poter accedere da circa 8 mesi in questa che è una delle zone più belle del nostro territorio. Ci dispiace pure che questo si stia ripetendo con una cadenza ciclica. E’ successo 2 anni fa, lo scorso anno e tra qualche mese si riproporrà.

Ma ci dispiace di più vedere che tutto il territorio si sta distruggendo. A poco a poco la Cava Grande diventerà desertificata come le nostre colline.

Possiamo cercare una soluzione o almeno vogliamo provare ad intervenire perché ciò venga evitato?

Se non riusciamo a bloccare questo processo quasi irreversibile, è inutile che ci preoccupiamo ancora della Cava Grande: essa diventerà sempre più una piccola oasi in un altopiano desertificato.

Vogliamo continuare a lamentarci, aspettando che la Forestale ci faccia trovare “comunque” pulito il sentiero che scende giù ai laghetti, per permetterci di andare a fare il bagno?

Ma, scusate, non abbiamo il mare per questo?  Abbiamo delle belle spiagge … usiamo quelle!

Cava Grande è una riserva o un’ acquapark ?

Spesso si dimentica che la Cava Grande è una Riserva Naturale: così  nelle indicazioni stradali si continua a scrivere “i laghetti”.

La Cava Grande non è solo “i laghetti”. Essere Riserva naturale è un valore aggiunto!

Cominciamo a conoscere meglio la Riserva per poi poterla apprezzare, valorizzare e mostrarla come uno dei nostri più bei gioielli naturali.

Ultimamente gli incendi che una volta erano legati quasi esclusivamente al rinnovo del manto erboso, stanno diventando legati anche al rinnovo … del contratto!

Allora è forse meglio che aboliamo la riserva con tutta l’organizzazione che c’è attorno!

La Cava Grande del Cassibile, oltre ad essere una grande riserva idrica naturale, è innanzitutto un’area la cui importanza è data dal fatto che rappresenta nella nostra zona un luogo “santuario” per tante specie vegetali e animali. Eliminato questo, non ha più motivo di esistere!

Sono passati ben 35 anni dalla istituzione della Riserva e tante speranze sono state deluse.

Dopo tutti questi anni oltre agli incendi, abbiamo il pascolo abusivo, il campeggio e il bivacco, la privatizzazione di alcune zone, in cui viene impedito l’accesso, per non parlare del tentativo di farci vicino una discarica di rifiuti pericolosi!

Di tutto questo dobbiamo preoccuparci: non basta avere libero il sentierino per i laghetti.

Con la istituzione della riserva, entro pochi anni si sarebbe dovuto fare il piano di fruizione della zona B, da parte dei vari comuni in cui la riserva ricade (Avola, Noto, Siracusa). Questo avrebbe permesso la pianificazione di una serie di interventi nel territorio con una ricaduta economica.

C’è bisogno di una serie di parcheggi pubblici nelle vicinanze degli accessi più importanti della riserva, c’è bisogno di aree attrezzate nelle zone prospicienti la vera e propria riserva.

Ma Lei signor sindaco di Avola, sa che con i Suoi colleghi di Noto e  Siracusa, di tutto questo,  ognuno per la Vostra parte, ne siete responsabili? Cosa state programmando per prevenire gli incendi estivi che interessano tutto il  territorio e non solo Cava Grande?

Vogliamo continuare a preoccuparci dove andranno gli eventuali turisti nei tre mesi dell’estate?

Noi qui ci viviamo tutto l’anno e non solo questo di anno:  vorremmo avere un territorio da lasciare ai nostri figli, dove valga la pena di vivere.

 

                                                                    ASSOCIAZIONE ACQUANUVENA

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La Storia

L’Associazione Acquanuvena (“arcobaleno” nel dialetto locale) è stata costituita ad Avola nel 1989, dopo un decennio di impegno come gruppo locale del movimento per la pace, con lo scopo di svolgere attività di : educazione ambientale, impegno per la pace, rispetto dei diritti civili ed umani.

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Contatti:

Presidente: Corrado Gisarella
Tel.: 3383118918
Email: corrado.gisarella@virgilio.it

Vice Presidente: Francesco Campisi
Tel.: 3479058353
Email: campisifrancesco@live.com;

Tesoriera: Rita Rametta
Tel.: 3346663638
Email:
ritarametta@gmail.com;

Segreteria
Email:
segreteria@acquanuvena.it

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