La riserva di Cava Grande del Cassibile non può essere deturpata ne' privatizzata

Il TAR  di Catania, con la sentenza dell’ 11 aprile 2014, ha dato ragione al Dipartimento Regionale Azienda Foreste Demaniali relativamente al ricorso fatto dal titolare dell’Area Attrezzata Martin Pescatore, sita a Manghisi.

Sono trascorsi ben 2 anni, da quando furono fatti all’interno dell’area A e B della R.N.O. di Cava Grande del Cassibile una serie di interventi per la realizzazione di un’area attrezzata, che ha causato:

- il decespugliamento massivo ed indifferenziato in zona “A” della Riserva, e la modifica permanente dell’originario stato dei luoghi.

l’ installazione di cancelli in legno e reti metalliche impedendo il passaggio e la libera fruizione  della riserva.

A suo tempo, alcune associazioni culturali e ambientaliste di Noto, Avola e Siracusa denunciarono l’accaduto agli Enti responsabili della riserva ed anche all’autorità giudiziaria. Il  Corpo Forestale  e l’Azienda Foreste Demaniali, a seguito di un’attenta e scrupolosa attività di accertamento, hanno contestato diverse violazioni e sanzionato il titolare dell’area attrezzata per :

-       illegittimi movimenti di terra e esportazione non selettiva del sottobosco con creazione di un percorso a fondo naturale;

-        fruizione dell’area senza la preventiva comunicazione del programma;

-        utilizzo di materiale promozionale in assenza della preventiva autorizzazione;

-        omessa messa a disposizione delle strutture in favore dell’Ente gestore;

-       collocazione non autorizzata di un cancello in legno.

 

Inoltre, il Dipartimento Regionale Azienda Foreste Demaniali revocava con un suo decreto il “protocollo d’intesa” ed i due nulla-osta, ed ordinava: di dismettere i percorsi realizzati e le aree adibite a pic-nic, così da consentire la naturale nuova evoluzione della vegetazione spontanea; di rimuovere le tabelle ed i cartelli indicatori collocati nell’area interessata, riportanti illegittimamente loghi istituzionali della Regione Siciliana.

Il proprietario dell’area attrezzata “Martin Pescatore” aveva impugnato i provvedimenti dell’Azienda davanti al Tribunale Amministrativo di Catania che, come apprendiamo con soddisfazione, lo ha respinto. Più efficace di ogni commento ci appare il passaggio della sentenza nel quale il TAR precisa come “non vi siano dubbi che il comportamento complessivamente assunto dal ricorrente (…) è da qualificare sia in termini di inadempimento alle obbligazioni assunte (a valle) con il protocollo di intesa, sia in termini di violazione della disciplina dettata (a monte) dal Regolamento, approvato con D.A. n. 828 del 30/05/1987, recante le modalità d’uso e i divieti vigenti con riferimento alla Riserva Naturale “Cavagrande del Cassibile”. Ponendo fine a tutte le mistificazioni a cui abbiamo assistito in questi mesi, il TAR ci dice chiaramente che, “una volta riscontrato il comportamento illegittimo tenuto dal ricorrente”, l’Amministrazione “ben si è determinata nel senso di recedere unilateralmente dal protocollo e, conseguentemente, di caducare in autotutela i successivi provvedimenti di nulla-osta”. In sintesi i giudici del TAR ci dicono chiaramente che il “protocollo d’intesa” imponeva al titolare, comunque, di rispettare il regolamento della Riserva. E che lui non lo ha fatto!

Quanto accaduto evidenzia che, nonostante siano trascorsi parecchi anni dall’istituzione delle Riserve Naturali in Sicilia, non tutti abbiano chiaro il significato di riserva: luogo privilegiato per la salvaguardia di tutti gli elementi componenti la natura e che questi non possono essere manomessi, neanche in presenza di “protocolli d’intesa”.

Ci auguriamo che gli Enti preposti alla gestione della Riserva N.O. di Cava Grande diano immediata esecuzione alla sentenza e si adoperino per ottenere dal titolare dei terreni il ripristino dello stato dei luoghi, il pieno rispetto del regolamento di riserva e la libera fruizione della stessa da parte dei visitatori.

Auspichiamo infine che l’Ente gestore riprenda l’opera di acquisizione di quei terreni privati, fondamentali per la fruizione della Riserva, posti all’interno della zona A o in aree ad essa contigue.                                                                                

Noto Ambiente
Ass. Sciami
Case sparse dell’Agro Netino
Ente Fauna Siciliana
Acquanuvena
Natura Sicula 
CAI Siracusa
Legambiente                         

Noto 22 aprile 2014

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